La dieta è un fatto mentale? Scoprilo qui

 

La dieta è un fatto mentale? Credo proprio di No!

Se così fosse potresti decidere oggi di essere magro a vita e così sarebbe per sempre non credi? Invece NO. Si lotta con fatica fino al risultato … E poi?  Una guerra tra la mente e l’istinto dell’assaggio.

La volontà non c’entra nulla, non dipende da lei.

Anzi, più la usi per il controllo del peso e più lei ti dimostrerà di aver ricevuto un incarico che non le compete e solo per qualche periodo. Più tardi ti mollerà e tutto ritornerà come prima o peggio.

È lo schiaffo che il corpo ti regala per aver vissuto per molto tempo nella “privazione”.

Il cibo è anche emozione, e tu hai negato il piacere per tanto tempo, prima o poi la paghi, perché occorre

“compensazione”.

È come se per un lungo periodo spegnessi un centro emotivo per una “tua decisione”. Come puoi immaginare, non abbiamo l’opportunità (per fortuna)di spegnere i meccanismi interni, a meno che tu faccia uso di sostanze che li danneggiano o se c’è una patologia grave in cui non si attivano da soli.

Puoi solo forzare o meno le tue azioni, ma non spegnere i circuiti neurali, grazie ai quali avviene nella tua mente il continuo passaggio di informazioni con cui si producono stimoli sia nella tua esperienza soggettiva che corporea. Per queste ragioni, il tempo di durata dello stand by  non può essere infinito. Occorre soddisfare lo spazio emotivo sacrificato. Spesso il cibo serve per coccolare qualcosa di nascosto, per dare piacere a spazi emotivi sconosciuti o a talenti seppelliti. Ecco perchè è importante “conoscersi”. Dove tu reprimi con i tuoi schemi di pensiero rigidi, il corpo trova la soluzione mangiando e dando “gusto e peso” a ciò che non ascolti di te. Inoltre non si può interrompere il meccanismo del piacere, ti ammaleresti di tristezza, per cui per consentire l’equilibrio emotivo, mangi di più perchè c’è un vuoto. Se fai la dieta quello spazio lo rendi più grande, e di conseguenza, finita l’ultima goccia di volontà, ingrasserai a volte il doppio. Fine della storia.

Se non troverai il modo di inserire piacere nella tua vita, e preciso, “il Tuo piacere giusto”, (che non sia per forza il cibo), tornerai ad abbuffarti più di prima! E questo è sacrosanto.

La dispensa emozionale è vuota, arriva la rabbia, a volte depressione, ansia, occorre riempirla per renderti felice, per non compromettere il buon funzionamento degli ormoni del buonumore. 

Più vogliamo con la mente essere perfetti, più la parte profonda si prepara al recupero emozionale sacrificato non appena possibile. La tua tabella ipocalorica morirà come tante altre passate, presenti e future (effetto yo yo).

Per questa ragione occorre dire basta “alla dieta come fatto mentale”. Con la mente possiamo “volere” qualcosa, ma l’ “ESSERE” corrisponde ad altro. La nostra verità non è la volontà, ma ciò che siamo nel profondo con i nostri vissuti emozionali.

Il cibo è strettamente collegato a tutto questo.

La vista dei colori, il gusto, il tatto, il profumo, suscitano reazioni neurologiche piacevoli che, in un regime ipocalorico, giocano a notevole ribasso a discapito anche della vita sociale.

Non è un buon affare ” mettersi a dieta”, lo concepisco solo in regime di patologie urgenti ma mai più come stile di vita. E’ ovvio che questa è una mia opinione, è il frutto della mia esperienza personale e di ciò che mi raccontano le persone. 

Credo nella scelta alimentare adatta al proprio corpo, al trovare dentro di sè talenti nascosti e godere della magia del ballo e delle passeggiate in mezzo alla natura, e perché no, gustandoci un gelato e accettando noi stessi  così come siamo anche se non siamo perfetti.

Ogni persona ha una storia con sè, i motivi che la spingono a mangiare più del necessario o a ingrassare facilmente, non possono ridursi a una tabella senza significato. Chi giudica male un obeso è profondamente ignorante in tal senso. 

Dopo aver esplorato che non c’è alcuna disfunzione, possiamo scegliere altri modi per sentirci bene, a volte i chili di troppo vanno via da soli quando siamo felici.

Bisogna saper ascoltare quell’emozione “guida” che ci conduce verso il frigorifero. In realtà … Cosa stai cercando nella tua vita?

Cosa ti spinge “inconsapevolmente” a desiderare di finire per forza tutto il pasto?

E se ti dicessi che spesso è proprio la tua enorme volontà e la tua grande forza interiore a farti ingrassare ?

Di cosa ti stai privando di così bello tanto da sostituirlo con cibo in eccesso? Cosa stai reprimendo con tutte le tue forze ?

Bisogna liberarsi dei pesi mentali, di quelle zavorre incastrate nell’anima, solo così si può dimagrire senza sforzo, perché finalmente “si è leggeri dentro”.

Ehi, una passeggiata sotto gli alberi è gratis 😀

Se ti piace ballare corri a farlo!

Se c’è una cosa che ami fare, basta perdere tempo, falla! Sarà lei a bruciare l’eccesso 🙂

È  importante per me la tua opinione, scrivimi qui 😉

Giusy

5 commenti
  1. Cristian G.
    Cristian G. dice:

    E quando si parla di alimenti, in genere bevande, che causano assuefazione? Sono in realtà le sostaze stesse che causano l’assuefazione, oppure sono i nostri vuoti che ci fanno dipendere da quegli alimenti? Non so se è chiara la domanda… cioè il problema è maggiormente la sostanza della bevanda o il nostro stato emotivo?
    Altra cosa, avere l’abitudine di consumare un determinato alimento ad una determinata ora (ad esempio il caffe o il dolcetto dopo i pasti,…) sono anche quelli vuoti o semplici abitudini?
    Simpatico video, ahimè in inglese senza sottotitoli, dove parlano dello stress e accennano all’alimentazione (cosa risaputa bene o male)

    Rispondi
  2. giusy
    giusy dice:

    Ciao Cristian, ti rispondo per gradi.
    Se io ho dei vuoti emotivi che mi fanno soffrire, affogare il mio “sentire” può essere una valvola di sfogo, una fuga dal dolore. È ovvio che se abituo il mio corpo in modo ripetuto a sostanze in eccesso che creano una dipendenza anche biochimica, avrò come risultato 3 problemi anzichè uno. E cioè un vuoto interiore non gestito, una dipendenza biochimica, e un fegato o stomaco malato :). Per quanto riguarda i biscottini o un buon caffè, secondo il mio parere, rientrano nei momenti coccolosi, nei rituali culturali del nostro paese, purchè non ci siano proibiti per motivi di salute fisica. Grazie per la tua preziosa domanda e spero di averti dato ciò che cercavi.

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    • Cristian G.
      Cristian G. dice:

      Grazie a te per condividere tutto questo sapere Giusy. Ti ringrazio vivamente perchè sei stata molto chiara come sempre 🙂 e come sempre mi prendo il tempo di elaborare tutto e nel caso dovessi avere altre domande ti tartasso 🙂 ahahahahah

      Rispondi

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