I Grandi Segreti del mio vecchio capo milionario. Non leggere perché è lunghissimo, non leggere le mie torture nelle multinazionali.

Ciao viaggiatore 🙂

stamattina ho trovato tra le vecchie carte una foto di molti anni fa quando facevo un lavoro diverso.

Sono emersi tanti piacevoli ricordi, vecchie emozioni, nel vedere i vestiti che indossavo, come sorridevo e con quella vena ingenua di chi ancora non aveva capito molto sulle prove della vita.

Voglio raccontarti questa bella storia, se ti va, un pò è la mia e un pò è di una persona speciale.

Molti anni fa, ho avuto il prestigio (con il senno di poi), di lavorare presso Multinazionali di vendita diretta come responsabile di zona, poi come assistente di direzione regionale, poi come responsabile risorse umane e come formatore di gruppi di vendita sul campo e in aula.

Quanti bei paroloni  vero? Ora si dicono anche in inglese che fa più “chic”. Ma io sono pugliese e un pò antica 😀

Be… puoi pensare “wow che fortuna” , e hai ragione ma prima voglio dirti delle cose.

Sappi che dietro a queste frasi ci sono tante migliaia di porte in faccia, insulti, derisioni, e perché no , tanti vaffa….. da parte di tutte quelle persone che detestavano “a prescindere” una figura professionale come la mia. Ho visto gente che mi prendeva in giro quando allestivo i miei banchetti all’aperto ( si ho fatto anche questo durante le feste in piazza) compresi alcuni  miei collaboratori sfaticati ( per fortuna pochi), e che dolore nel cuore.

Non ti nego che provavo un imbarazzo infinito,  ma faceva parte dell’addestramento sul campo. Loro lo  chiamavano Boot Camp, io invece pensavo come mia nonna “ banchetto = barracca = umiliazione = vergogna = che fine ho fatto”

Ancora non avevo capito niente. In realtà, dovevo imparare a gestire la difficoltà e l’imbarazzo pur di raggiungere i miei risultati.

Non ti dico di altri esperimenti dove mi buttavano in una strada a Torino, Milano, Firenze, Roma, Mungivacca, Perugia, Lecce, Bari, Bitonto, per raccogliere iscrizioni per allenare il “potere di fidelizzare“. Morale = “dovevo adeguare il mio linguaggio ed il mio convincimento alle diverse culture”.

Per non parlare delle volte in cui mi filmavano mentre convincevo qualcuno o presentavo innanzi ai miei capi un prodotto. Osservata in ogni dettaglio, se guardavi le loro facce non potevi più procedere , ti incasinavi e stop, non potevi far loro perdere tempo.

Dopo,  mi facevano riaccomodare,  e sul grande schermo iniziava a scorrere il mio filmato. Tutto al setaccio. Tutti dicevano le loro percezioni, anche le colleghe meno simpatiche, anzi certe mazzate da loro…solo per approfittare. Immagina il mio fegato, una massa mista di tritolo e bile.

Parole inutili da cancellare, movimenti incoerenti da ripetere, se avevo balbettato troppo per l’imbarazzo avevo distrutto lo scopo, se avevano la sensazione che fossi stata poco credibile dovevo ricominciare fino alla nausea, insomma ero in un campo di addestramento 24/24 H.

Ero giovane e inesperta, ci sapevo fare ma mi arabbiavo con me stessa perché volevo un lavoro e non vivere in strada come “ una mendicante”. Questa, allora,  era la mia percezione.

Oggi dopo tanti anni, e grazie a quell’inferno “voluto dai miei formatori” gli sono profondamente grata.

Due formazioni  durissime ma eccezionali ( aziende americane e tedesche ) che mi hanno insegnato a come farsi  amare da un  Team, il mio era di 200 collaboratori/ venditori in quella Americana e poi di 50 team leader in quella tedesca.

Il team è il tuo  specchio, non c’è niente da fare e quando non funziona è colpa tua.

I collaboratori non avevano uno stipendio rispetto a me, per cui dovevo essere brava a far raggiungere loro dei risultati affinchè mi potessero seguire e avere fiducia.

La strada sbagliata di una eventuale mia durezza o di una sola parola detta senza riflettere, o un comportamento sibillino, avrebbe comportato la distruzione del team in soli 5 minuti, con un passaparola da brivido, altro che Facebook.  Ovviamente sarei stata “cazziata io” e non loro.  Lo ammetto, è stato difficile e non sai quanto. I collaboratori  ti osservano continuamente anche quando non ti vedono, anzi “ti respirano”.

Ogni giorno mi dicevo “ Ma chi me la fa fare, perché ho accettato? Non ce la faccio più”

Chi proviene da questo settore conosce ogni virgola e punto di tutte le difficoltà che comporta un lavoro del genere, dove porti tanti soldi a casa solo se produci, sia in termini di team che di fatturato personale. Se fai sciocchezze in pochi minuti sei a casa senza più il tuo bel trono dorato, ma … se sai fare bene le cose, guadagni un mucchio di soldi. Ora, di sicuro la tua famiglia ne paga le spese, perchè il tuo tempo è dedicato a dare ossigeno al tuo team, affinchè non si perda per strada.

Ci sono giorni di un nero invivibile dove vai a cercarti il lavoro, cerchi gente da reclutare, vai nelle fiere, nei negozi, nelle case, in ogni dove, con l’agenda in mano, e anche se stai morendo dentro, sei vestito comunque di enorme eleganza, hai un bel sorriso e DEVI ESSERE  gentilissimo anche con il peggior cafone.  Sei un “marchio che cammina” e come tale, devi essere impeccabile, e non rompere troppo le “balls”. La vendita o il reclutamento sono processi delicatissimi, la gente compra o accetta un’opportunità perchè sceglie chi sei TU.

La centratura interna “deve” diventare la tua luce più grossa, se non la hai , non succede nulla.

Le Grandi Multinazionali fanno grossi investimenti sui futuri capi di gruppi di lavoro, e io ero una di questi, pensa che peso in cui mi ero cacciata, fortuna si ma tanta gavetta per strada.

Quando andai al colloquio non avevo ancora capito dove ero capitata, era un annuncio con pochi dati, c’era solo il nome aziendale come garanzia e il ruolo ricercato in poche righe.

Ma oggi ringrazio quel campo di addestramento senza precedenti.

Formazione annuale continua, investimenti su di te, stipendio felice,  insomma ti trattano come un “Grande”.

Fare un ottimo lavoro è il minimo rispetto a ciò che offrono, almeno quelle in cui ho avuto il privilegio di lavorare, i miei capi non avevano segreti con noi, tutto si decideva allo stesso tavolo.

Ma quello che veramente mi tratteneva dal mollare questo stress infinito non erano solo i soldi, perché ti assicuro che certe volte avrei preferito stare a casa con il mio cane piuttosto che stritolarmi l’anima con le persone, o sentirmi continuamente minacciata dagli obiettivi sempre più elevati dell’azienda. La gastrite era sempre in agguato. Io e il Malox volevamo sposarci fino a quando però conobbi il Mepral 20 mg per un ‘ulcera,  e fu amore eterno.

Come ti dicevo, per fortuna c’era un altro motivo, il mio capo.

Un uomo carismatico, anziano e saggio come un albero secolare. Una persona di un valore enorme che non dimenticherò mai fino alla fine dei miei giorni. Rimasi due anni in più solo per lui. Poi scelsi solo il coaching che proprio qui avevo imparato per la prima volta. ( nella vendita diretta 5 anni sono in realtà 20 in termini di intensità di lavoro per chi gestisce persone e obiettivi commerciali ).

Lui aveva iniziato a 20 anni, aveva raggiunto TUTTI i risultati possibili partendo da zero e senza “aiuti”.  Questa azienda (quella tedesca) la portò lui in Italia per la prima volta. Fu lui il pioniere di tutto, il migliore venditore del mondo rispetto a  tutte le sedi aperte in altre nazioni, il miglior leader, amministratore delegato in Italia, poi presidente in altre organizzazioni mondiali di vendita diretta, e infine presidente onorario perchè nessuno di noi poteva fare a meno della sua presenza.

Sono stata al suo fianco per tanto tempo, tutto il necessario che è servito per capire cosa rende GRANDE una persona e poi una azienda.

Lui ora non c’è più, ma io lo penso spesso con affetto.

Tutti  quei momenti preziosi in cui mi spiegava le cose, facevamo coaching e sapeva colpire al cuore senza mai ferire, con molta pazienza, e con una generosità senza confini.

Lui era così con tutti.  Nessun retroscena, nessun pettegolezzo, nessun “non detto”, era vero. Correttezza e passione sfrenata per il suo lavoro allo stato puro.

Ogni volta che c’era una riunione nazionale, era una gioia per tutti stargli vicino. Raccontava storie, barzellette, premiava con amore chi aveva speso tutto il suo tempo anche solo per rincorrere lo stesso ideale, e soprattutto sapeva tutto di tutti, come un vecchio amico. E… non dimenticava mai gli ultimi, anzi, iniziava sempre da loro. Lui diceva “io ero un ultimo come loro, e non lo dimentico mai”.

Un grande spirito, portato a essere un leader indimenticabile nonostante sia morto da anni. La sua è solo una morte fisica perché i suoi insegnamenti sono vivi in me e vibrano e non solo in me ma in tutte le persone che hanno potuto conoscerlo.

Ci invitava a casa, ad assaggiare le prelibatezze  del suo piccolo paese da cui partì giovanissimo con pochi stracci verso la Germania negli anni del dopo guerra. Come era bella la sua storia, toccante, fatta di tanta miseria e poi di nobile riscatto, dal niente al massimo della potenza individuale, come potevo non esserne affascinata. Ed era sempre umile. Pensa, si laureò a 70 anni “perchè chi è che me lo può impedire? Solo me stesso” …diceva. ” Quando esco per lavorare io non sono mai solo, ho me stesso” …

Andavamo  insieme nei ristoranti per stare tutti insieme e a definire nuove sfide di lavoro,  a confidarci un po’ sulla vita, sui nostri vissuti, come una specie di tribù 🙂

Per alcuni può essere sgradevole questo modo di fare, ma ha un effetto collante straordinario. Non succedeva spesso, ma quelle poche volte che accadeva, era  la semina giusta per tanti rigogliosi frutti per noi giovani team leader.

Cosa voglio spiegarti o dirti con tutto questo? Perchè ti sfianco con questo racconto? Perchè questi sono i Team in cui le persone realizzano se stessi.

L’apoteosi dell’intelligenza emotiva dei team di qualità, della leadership, della grande motivazione che spinge gruppi di migliaia di collaboratori a fare l’impossibile, che dedicano tutta la loro vita e tutto il loro tempo perché amano l’idea che il leader rappresenta è il segreto del successo!

Lo seguono, lo imitano e si arricchiscono. Nessuno rimane indietro o escluso, tutti sono degni di ascolto e attenzione, di valore, di sacrificio anche il più piccolo. Tutti i talenti sono messi al servizio di una filosofia comune, il massimo del business coaching emotivo è questo. Siamo UNO nel rispetto di ogni preziosa diversità, con i propri tempi e con le proprie risorse e possibilità.

Grazie a questa filosofia,  ho raggiunto risultati impensabili. Ho scoperto fin dove posso arrivare e in cosa credo e  ancora oggi sposo le stesse condizioni, perché so che funzionano. Alcuni miei vecchi collaboratori mi abbarcciano con affetto e provo tanta amicizia e ricordi unici anche con quei colleghi con cui ci siamo divisi il panino in macchina in quelle giornate di tanti km senza una vendita.

Ti scrivo qui i consigli di questa grande persona affinchè possano essere utili anche a te se vivi di team o vendita:

-“ Se aiuti il tuo team a diventare GRANDE E STRAORDINARIO, lo sarai anche tu.

-Il tempo speso con loro è il seme che metti nel tuo terreno ora e per sempre.

-Ascolta  con attenzione e  in silenzio TUTTI, e trova il modo in cui ogni persona sia felice di stare qui e ti giuro per quanto sono ormai vecchio,  che anche loro un giorno lo faranno per te .

-Nei grandi successi vincono tutti,  e se qualcuno di loro ha perso qualcosa, in realtà hai perso anche tu.

-Tutti siamo UNO anche in azienda, non dimentichiamolo mai.

-Il rapporto umano è il motivo per cui quella persona sarà disposta a darti tutto quello che ha se anche tu gli darai tutto ciò che puoi. Dagli tutti gli strumenti che gli servono e fidati, sposterà la montagna per te.

-Ignora l’inutile e rendilo contento, è qui per questo.

-Nessun capo e nessun servo nella relazione, c’è solo chi trasferisce e chi acquisisce per  l’arricchimento comune.”

Queste parole le ho scritte su un quaderno  nel lontano 2004  e sono anche scritte nel cuore.

Nella vendita diretta, quella di qualità, ci sono persone cosi.

E’ una grande scuola di vita e dove vive il vero  Business coaching misto a una magistrale gestione dell’intelligenza emotiva.

Buon Team e vendita diretta anche a Te 😉

Giusy

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