Aveva ragione mia nonna…

L’autunno trasforma …e si…è così!

Ciao a te…come stai?

Qui nella mia meravigliosa Puglia oggi c’è un bel sole, l’aria è fresca e le mie cagnoline si accomodano sul pavimento riscaldato dai raggi che rispecchiano nella mia casa.

Amo infinitamente questa stagione, mi riporta un pò indietro nel tempo.

Quando ero molto piccola, ricordo mia nonna materna che diceva:“a ottobre si smuove la terra nelle piante così crescono più belle, si buttano via le erbacce e le radici  morte per rinnovare le piantagioni”

Infatti in questo periodo, avevamo un vero e proprio rito familiare dove io, mia madre e mia nonna, andavamo al mercato a scegliere nuove piante da esibire nei balconi.

Mio nonno si infastidiva parecchio perché gli si sporcava l’auto di terra e perché lui sapeva che avremmo portato a casa una foresta :D.

Infatti, mentre al ritorno lui borbottava alla guida, noi eravamo immerse nelle foglie, negli steli, nei vasi grandi e piccoli e io seduta sui sacchi di terra pesantissimi sul sedile posteriore… quante risate, tantissime. Eravamo ridicoli :).

Il portabagagli era sempre pieno di cianfrusaglie del nonno e non c’era mai posto.  Aveva la passione per la pesca e mia nonna lo prendeva in giro continuamente perchè  andare in auto con lui significava mischiare il suo profumo femminile con quello di pesce.

Che risate infinite, con le lacrime e i muscoli dello stomaco contratti che facevano male…che belli che erano.

C’erano le tappe fisse.

Dopo il mercato, c’era la fermata al panificio per la focaccina “alla piccenn” (bambina), cioè io, poi ci aspettava il carretto di ortofrutta preferito della nonna per le castagne… “quelle buone”.

Buste piene di roba, e i meravigliosi  lucidi marroni  da arrostire in cucina con la vecchia pentola forata di non so quanti anni.

Melograni da sgranocchiare, i lodi dolcissimi in cui affondare il cucchiaino.

Ricordo che i miei nonni dicevano “ se spacchi il nocciolo del lodo può apparire una forchetta o un cucchiaio all’interno”… era vero, mi sembrava una bellissima magia.

Come non amare quei momenti.

Andavamo nel  balcone della nonna a rimuovere le foglie secche e a mescolare con una vecchia cucchiaia di legno la terra.

Lei diceva “ occorre aria, ma si fa solo adesso, ne prima e ne dopo”.

Le sue piante erano uno spettacolo, si trasformavano, si allargavano le foglie, si ravvivavano i colori e con la scopa buttavamo via le erbacce. Anche io toglievo le foglioline malate e secche dallo stelo e le dicevo “ ma nonna,  ora la pianta è diventata ancora più brutta” e lei rispondeva “ fa nulla, tu la vedi così,  ma lei sta rinascendo”.

Quanta saggezza in una donna nata nel 1920, senza aver potuto studiare perché all’epoca non era utile per le donne, ma solo per le privilegiate.

Conosceva il lavoro nei campi e come puoi immaginare, facevamo anche la salsa 🙂 … (pensa a quanto borbottava mio nonno con le casse di pomodori in macchina) … io rido ancora 🙂

Aveva ragione lei.

Come per le piante, anche noi affrontiamo lo stesso processo interiore in autunno.

Buttiamo via il vecchio come fa la natura, le foglie secche dell’anima cadono in terra e il vento delle circostanze le porta via per “rinascere di nuovo” …

Nel frattempo, questo movimento interno può dare una sensazione di  malessere, tristezza o paura.

Ecco perché la natura autunnale ci scalda il cuore con i suoi colori e con il dolce dei frutti.

Quanto sei perfetto Universo e che privilegio essere qui a vivere questa maestosità…

Mi basta contemplare per “rinascere”, e oggi lo auguro anche a Te!

Se ti è piaciuto il mio racconto (pugliese) , condividilo se ti va 🙂

Ti auguro una dolcissima giornata

Giusy

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