L’amore di un cane

Tantissimi anni fa, non avevo un cane, anzi in verità non lo avevo mai avuto.

Fino a quando, ormai sposata, ci ritrovammo un pomeriggio, un cucciolo abbandonato davanti la porta di casa, tutto sporco, bagnato e infreddolito.

Non avevo idea di cosa volesse dire avere un cane.

Spesso, affacciata al balcone, sbeffeggiavo coloro che li portavano a passeggio pensando : “Ma chi glielo fa fare. Scendere tutte quelle volte per il cane, che pazienza. Non ci riuscirei, io. Poi… tutti pazzi per sti cani, mah! Con tutti quei peli in giro per casa, come si fa…”

Ecco quali erano i miei pensieri . L’unica cosa che non tolleravo era la violenza sugli animali in generale. Pensavo : “Ok. Siamo diversi ma provo rispetto. La Terra è di tutti e nessuno ha il diritto di togliere o distruggere la vita a un indifeso.”

Oggi, dopo tanti anni, una mia amica, ha perso il suo cane, e si è risvegliato in me ciò che ho vissuto io quando ho perso il mio “Primo Cane… Il mio Ciccio” .

Un cucciolo spaventato di pochi mesi, beige, con gli occhietti color ambra. Passò dai 3 ai 50 kg di esuberante bellezza, anche se meticcio. Un bellissimo meticcio 🙂

Decidemmo di dargli un tetto per una notte. Dissi : “Ok. Una notte sola e poi gli troviamo una famiglia, noi lavoriamo non si può!!!”

E così la sera andai a cercare tra la biancheria di casa un tappetino morbido e una copertina affinchè si sentisse protetto. Fu pulito con le salviettine che avevo in casa. Insomma in mezz’ora era diventato un gioiello tenero e profumato.

Un piattino di acqua, qualche scatoletta e cominciai con le mie prime carezze per lui.

Era così piccolo. Ad ogni mio tocco si scioglieva e piano piano dentro di me cresceva qualcosa di esplosivo che facevo fatica a contenere. Non capivo perché ogni volta che lo guardavo mi si riempivano gli occhi di lacrime.

Un sentimento toccante, prepotente, infiammante, destabilizzante, dolce, commovente, fino a dire il mattino dopo :“Lui non andrà più da nessuna parte, siamo noi la sua famiglia”.

Lo chiamammo Ciccio, perché era l’unico nome con cui lui si girava, chissà forse gli piaceva.

Iniziò così la mia avventura da mamy di un cane, tristemente conclusa poi con una patologia che non gli lasciò scampo, un’encefalite autoimmune.

Quattro anni di cure in cui stava più o meno bene, e dove ho imparato cosa è l’Amore di un cane e “per” un cane. 

Prima del suo arrivo avevo altre idee sulla vita.

Pensavo che avere una bella casa, un lavoro ben remunerato, una buona vita sociale, fossero le cose che danno la felicità .

Quanto mi sbagliavo…

E l’ho capito quando più di una volta il mio cucciolo è stato tra la vita e la morte durante il ricovero lontano da me.  Mi spezzava il cuore vedere i suoi giochi sparsi per casa, le sue cose.

Era diventato la mia vita, la cosa più importante, mi aveva rapito l’anima. 

Ciccio mi aveva insegnato il “senso di tutto”, quello vero, senza confezione.

Lui, piccolo cuoricino abbandonato come una scarpa vecchia, proveniente forse da un cassonetto, aveva arricchito il mio cuore come niente e nessuno era stato mai in grado di fare.

Con quei suoi silenzi che dicevano tutto, le corse matte per una pallina, mi avevano insegnato che la gioia è nelle piccole cose.

La sua malattia atroce mi offrì il dono della “compassione, della speranza e della fede in Dio , non la pena, quella mai, ogni essere vivente ha la sua dignità e i cani sono elegantissimi in questo. Grazie a Lui ho pregato in ginocchio, in lacrime, e mentre accadeva, un uccellino entrò dalla finestra del salone. Fece un giro completo, e li capìì che il mio Ciccio sarebbe tornato a casa e sarebbe rimasto ancora con noi. Anche se solo per 4 anni.

Grazie a lui ho sviluppato l’empatia, il linguaggio non verbale, la carità, l’amore per il prossimo anche se diverso fisicamente da me, e soprattutto la cosa più importante : avevo imparato a leggere nei suoi occhi l’anima. La vedevo, la sentivo. E lui sentiva la mia.

In un momento molto difficile per me, lui mi consolò, mi parlò con i suoi occhi, mi invitò a giocare per distrarmi , per dirmi “Ehi, io ci sono, dai, la vita è bella sai.”

Purtroppo dopo serie e gravi complicazioni, la sua vita finì e insieme a lui morì un pezzo di me. Morì la nuova me che aveva imparato a dare e ricevere questo amore assoluto.

Dopo 3 anni di silenzio, in cui il mio cuore rimase chiuso, si risvegliò in me il desiderio di riprovare quell’amore infinito, celeste, che solo un cane o gattino possono darti.

Oggi ho due maltesi, due femmine meravigliose, con cui condivido le mie giornate. I nostri amori di seta, intoccabili, assoluti, teneri, infiniti.

Questo non significa che Ciccio non è più con me.

Lui c’è sempre stato e sempre ci sarà. Nel mio cuore c’è posto per tutti. E io, all’amore di un cane non posso rinunciare.

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So che vivono meno di noi, ma per un semplice motivo.

Loro sanno già tutto sulla vita, non hanno bisogno di imparare a vivere come invece dobbiamo fare noi, spesso miseri nei nostri cuori, con cervelli pieni di cose inutili, di pensieri distruttivi e spietati verso queste nobili creature della natura.

Loro arrivano per insegnarci l’Amore, l’Eleganza, la Gentilezza e il Rispetto. Poi vanno via quando il loro compito è concluso: Dio li richiama in cielo.

Se hai un cane, sappi che ti è dato solo in prestito. Lui appartiene al cielo, è qui per insegnarti la vita.

Il più bel augurio che posso farti è di imparare da lui/lei a vivere intensamente e a vivere l’AMORE VERO.

Loro sono angeli, con la coda che gira a centrifuga per dirti “ti voglio tanto bene” chiunque tu sia.

Ciao Ciccino mio, la tua famiglia ti ama sempre

Grazie per il tuo amore, per quello che sono oggi. Ti amo <3 1496656_1541580102773198_5994257143173225571_n-2

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