La famiglia che distrugge dentro.

Il dolore profondo che non riesci a raccontare.

Dopo molti anni dedicati alla formazione in aula ed aiutando nel privato I miei clienti, ho raffinato le mie competenze in vari settori, compreso quello professionale, dei talenti e sulla gestione delle emozioni.

Tuttavia Il cielo ha voluto che le cose prendessero tutt’altra direzione, ricevendo numerose richieste di aiuto per temi impegnativi e delicati  come i legami familiari distruttivi, disfunzionali e molto dolorosi.

Credo che il fatto di possedere un titolo giurisprudenziale e di essermi occupata di queste situazioni durante la mia esperienza forense,  ha permesso di creare un rapporto di estrema fiducia e competenza con le persone, e allo stesso tempo ho potuto aiutare chi soffre per aver subito maltrattamenti e forme di manipolazione tra le mura domestiche.

Ho avuto l’opportunità di sapere vedere le cose da più angolazioni, non solo tecnico-giuridiche, ma anche umane, emotive e spirituali.

Le conoscenze dei diritti umani dirigono verso la consapevolezza di Se.

L’esame obiettivo e soggettivo delle relazioni umane coinvolte, può eliminare l’angosciante credenza che la famiglia, disfunzionale e distruttiva, è necessariamente un triste destino da sopportare, sia dentro di se che nel quotidiano.

Ciò che accade in una casa è difficile raccontarlo fuori, soprattutto se hai maturato l’idea che la colpa è sempre tua.

A volte, pur essendo consapevole di ciò che accade, credi di non avere gli strumenti interiori per venirne fuori, oppure ti senti bloccato nell’aprirti perché fa troppo male e hai paura di affrontare le tue emozioni. 

Chi cresce o vive in un contesto fortemente repressivo delle velleità personali, pur possedendo le risorse per sviluppare la propria personalità, non ha modo di averne accesso, perché gli è stato insegnato ad annullare se stesso a vantaggio di chi è più forte.

In realtà non si tratta di chi è il più forte ma di chi ama di meno o non ama affatto, oppure conosce una forma di relazione umana “distorta” in cui l’amore si traduce in un necessario senso del dominio. E sempre amore NON è.

Questi sono alcuni dei tanti esempi in cui avviene l’annientamento e la sopraffazione sull’altro. Parlo di genitori e figli, tra coniugi, tra fratelli e sorelle e tra i vari parenti.

Le liti familiari nei tribunali sono a livelli ingestibili. L’odio, la rabbia, la menzogna , il bisogno di distruggere l’altro, gli interessi economici, sono le componenti costanti che avvocati e giudici fanno fatica a contenere per l’elevato patos emozionale che scorre in quelle udienze.  

Urla, pianti, parolacce, minacce, pugni tra persone dello stesso sangue o che hanno condiviso il letto, il pasto, gli stessi odori e sapori della vita insieme.

A parte i casi estremi come questi e persino delittuosi, esistono nel quotidiano domestico forme verbali e non verbali di comportamento che uccidono dentro tanto quanto una spada affilata.

Feriscono a tal punto l’anima da arrivare a credere che non meritiamo nulla , nemmeno il cibo, I vestiti, di uscire, di avere un nostro spazio, di studiare o persino di avere un’ opinione sacrosanta, e che, nei casi più eclatanti, dovremmo ringraziare come servi chi si occupa di noi, perchè ritenuti incapaci di valere o di saper fare qualcosa.

Posso farti milioni di esempi e tanti di essi hanno una matrice comune:  atti di generosità estrema per cui mostrare riverenza, misti a offese micidiali a cui non riesci a rispondere per quel senso di colpa che ti porti dentro solo perchè hai ricevuto qualcosa, e ripeto QUALCOSA, che NON È AMORE, né genitoriale, né maritale, né parentale e né dai figli.

Si, anche I FIGLI? Si…”PIEZZ’ E CORE“, in molti casi maltrattano anche loro, spesso ingiustamente, abbandonando senza pietà genitori malati ed in difficoltà economiche. Anche qui occorre un’analisi dettagliata del come mai si arriva a questo. 

La violenza, purtroppo,  va a braccetto con tutti gli elementi di una famiglia, nessuno ne è escluso.

Sono tantissime le persone che vivono in questo modo.

In silenzio piangono, recitano ogni giorno una parte in cui si sorride fuori per non mostrare la morte interiore e il senso di abbandono subìto proprio quando avevano più bisogno di amore e di aiuto. Spesso si ammalano rovinosamente, e in certi casi, senza più la possibilità di guarire.

Non bisogna aspettare di crollare per risolvere le cose, esiste la possibilità di essere ascoltati con amore, senza giudizio, accolti, abbracciati.

L’amore per gli altri, per chi soffre, per chi è malato, per chi ha il cuore a pezzi, per chi è stato maltrattato, usato, abbandonato nel bisogno  e che non ha nessuno che lo abbracci, chi non si è sentito capito e riconosciuto nel suo valore, questo è ciò che SOLLEVO tutti i giorni insieme ad altri professionisti che la pensano come me e che sanno aprire il cuore. Devo dire che sono pochissimi quelli che mi piacciono, ma va bene cosí, queste cose non sono per tutti. 

Tutto ciò che ho appreso, tutti gli anni di studi che ho sperimentato su di me e che mi hanno portato a risorgere ed a godere della stima e dell’amore dei miei clienti, dei miei colleghi, dei partecipanti ai miei corsi e di tutte le persone belle che ho incontrato sul mio cammino, sono la gioia in questa mia esperienza terrena.

Non è stato semplice costruire una nuova vita dalla cenere, ma quando svolgo il mio lavoro, ritrovo un senso più alto per tutti gli eventi del passato.

Per cui se stai pensando che per te non c’è più niente da fare, smetti immediatamente di farlo!

Parliamone, aprirsi significa liberarsi da una prigione fredda e silenziosa.

Il primo colloquio è telefonico, così da farti sentire più a tuo agio ed è gratuito.

30 minuti insieme per comprendere cosa si può fare e se sono io il professionista  giusto per Te.

Con tanto amore, Giusy

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